Una ricerca del 2020 pubblicata su Global Change Biology ha messo in evidenza che in due secoli alcune specie ittiche, oltre che molluschi e crostacei, sono praticamente spariti dalle acque dei nostri fiumi e torrenti fiorentini. In pratica solo il 6% dei pesci originari dell’Arno sono sopravvissuti.
Vedi: https://doi.org/10.1111/gcb.15442
I tempi in cui l’Arno era un fiume pulito e con svariate qualità di pesci commestibili è finito da parecchio. Un tempo c’erano le tinche, i lucci, le anguille, i cavedani, addirittura le lamprede a farla da padrone nelle nostre acque; oggi sostituite dall’invasione di specie non autoctone, provenienti dall’America, dall’Asia e dal Nord Europa. Dei molluschi e dei crostacei solo il 30% è rimasto autoctono.
Il team di ricercatori ha studiato l’ecosistema del fiume nell’arco di 215 anni sulla base di numerosi documenti storici ed ha accertato questo scambio faunistico con gravi danni sulla biodiversità totale dell’habitat.
Oggi al posto di tinche, lucci, anguille, cavedani, rovelle e lamprede in Arno troviamo soprattutto i pesci-gatto punteggiati e i siluri. Non ci soffermiamo sulle cause di questa “sostituzione”, potete leggerle nell’articolo, ma questa rottura dell’equilibrio ecologico e il rischio di estinzione di alcune specie ha raggiunto oggi livelli preoccupanti.
Se il problema principale fino ad adesso è stato il pesce siluro che con la sua mole e fame sproporzionata ha distrutto la vegetazione ed altre specie che vivevano in Arno, oggi si presenta un pericolo ancora maggiore. Sembra infatti che in Arno si siano ritrovati pesci che da noi non avevano mai preso campo. Si tratta di Pygocentrus nattereri, più comunemente conosciuti come piranha.
Questi pesci sembra che stiano progressivamente sviluppandosi nelle nostre acque e rappresentano un pericolo che trascende il semplice modificarsi dell’ecosistema. Infatti queste specie aggrediscono anche animali ed uomini e quindi “bagnarsi” in Arno o nei torrenti accessori rischia di diventare molto pericoloso.
Un attacco ad un cane sembra sia già avvenuto. La bestiola si era lanciata in acqua nei pressi della passerella delle Cascine, osservata dal suo padrone. Ad un certo punto ha emesso un guaito e spaventata ha raggiunto con difficoltà la riva. Il padrone si è accorto di una ferita che gli è parsa strana, non compatibile con un attacco di un pesce. Visitato dal veterinario la verità è venuta fuori. Un morso di un piranha.
Se pur mantenuta in silente silenzio la notizia si sta diffondendo, le acque dell’Arno si stanno colonizzando di piranha aggressivi e pericolosi. Quindi prestate attenzione ed evitate di bagnarvi in Arno, in attesa che sia valutata la situazione e presi provvedimenti.
